LA RECENSIONE DI FILIPPA

Inserito da: Patty | 4 giugno 2010

Dalle pagine del blog di Filippa Lagerback (http://chetempochefa.blog.rai.it/category/e-filippa-che-fa), una bellissima recensione che riportiamo anche qui:

Una donna viene rapita e tenuta prigionera in una piccola stanza in un luogo ignoto, senza sapere perchè. Con uno dei suoi guardiani, Caterina intreccia un rapporto che mette in luce le contraddizioni e le debolezze della personalità di entrambi. Scrive poesie, sua unica strada per comunicare con l’esterno e riappropriarsi di una parte di sè, continuamente negata e desiderata; racconta di un grande amore, la cui fine l’ha inguaribilmente ferita. Il misterioso guardiano sembra sapere tutto di lei, pare volerla aiutare, proteggere, fin quasi a lasciarla libera. Ma la verità è un’altra e passo dopo passo, in un crescendo di rivelazioni e sorprese, conosciamo Caterina e le sue debolezze, le sue forze, le sue gioie e i suoi dolori, il suo presente e il suo passato per arrivare ad una svolta inaspettata, in una drammatica resa dei conti. Il romanzo d’esordio di Patrizia Ferrante,Passo dopo passo (Salani editore) è un bellissimo racconto intimo sull’amore, sulla forza delle proprie passioni, riflessioni e percoso di vita. Scritto con tanta poesia, ho iniziato a leggerlo e non l’ho messo giù fino all’ultima pagina.
Filippa


4 Commenti per “LA RECENSIONE DI FILIPPA”

  1. Finalmente l’ho letto! l’attesa è stata ben ripagata! è proprio vero quello che scrivono i tuoi lettori, è un libro che, una volta iniziato, ti fa venire voglia di leggerlo tutto di un fiato! Uno stile elegante, una trama sempre avvincente, mai noiosa, mai ripetitiva, talmente ben descritta da darti l’impressione di “vivere” le situazioni insieme a Caterina! Complimenti ancora, bravissima (e non sono di parte)

  2. Walter Moretti

    …non sapendo dove lasciare commenti….mi accomodo nella recensione della Signorina Lagerback!
    Caterina paga il prezzo della menzogna di noi uomini!
    Con la sua fragilità, contrastata dalla sua enorme forza di vivere….di vivere e riuscire a tutti i costi di ri-vedere il suo mondo con gli occhi di bambina, di riuscire a cancellare un passato e un amore ormai forzatamente finito,ma incancellabile nel cuore!
    Caterina, inconsapevolmente, mette davanti allo specchio ogni uomo comune, che si alza la mattina per andare al lavoro…e nell’arco di quella routinaria giornata lavorativa….il destino ci mette il suo….facendoci incontrare l’amore della nostra vita!
    Facendoci cambiare Vita! …facendoci fare tardi a lavoro….facendoci fare mille altre cose, che ognuno di noi, uomini comuni non facciamo più per le nostre Donne da una Vita!
    Lo viviamo con Luca….e lo viviamo anche con Ivan!
    L’atteggiamento di quest’ultimo è più sottile a parer mio….perchè lui vive giorno dopo giorno nei confronti di Caterina… ciò che Caterina ricorda e rivive per Luca!

    Questi sono a parer mio gli ingredienti di questo “reale”romanzo!
    Sottolineo REALE perchè sono avvenimenti quotidiani per ognuno di noi….eventi che ci arrivano di sorpresa, che forse abbiamo sempre sperato….ma che non abbiamo minimamente la capacità di gestire….semplicemente perchè non possiamo gestirlo!
    Caterina ci induce a riflettere, che nelle questioni di cuore non esiste la razionalità…e non è retorica!…è un dato di fatto difficile da trasferire con una semplice chiacchierata tra amici al bar!
    Per questo ringrazio Patrizia/Caterina, che in 170 pagine circa, senza troppi giri di parole….quando ho finito di leggere mi son chiesto:
    Quanto amo la mia vita?….Quanto ho voluto questa vita?
    “Caterina….una risposta è riuscita a darmela”….
    Sono sicuro che riusciate a trovare alla fine di questo libro, una risposta anche voi…una risposta che vi faccia sentire liberi di Amare ciò che vi sta più a cuore, di sentire realmente che la vita è una….e che ogni scelta è una doppia scommessa…vinci da una parte e perdi dall’altra!
    A questo punto….secondo voi, la vita è un gioco del destino?!?

    P.S.
    Vi ricordate la compagna di classe delle elementari…eravate innamorati persi…. non avete mai avuto il coraggio di dirglielo…regalatele il libro…Lei capirà!

  3. Ancora una volta la critica domtsira di essere arretrata. La storia e8 piena di esempi di autori, pittori o artisti in genere che la critica inizialmente considerava nei modi peggiori e solo in seguito riconosceva il loro valore. Detto cif2 non mi stupisce pif9 di tanto che questa volta a farne le spese sia un genere come gie0 acaduto in passato, voglio perf2 precisare alcuni punti.Distinguere tra letteratura alta e letteratura di intrattenimento e8 qualcosa di impossibile, la letteratura e8 intrattenimento, un intrattenimento costruttivo perche9 in grado di veicolare messaggi, di emozionare, di far riflettere.Naturalmente i messaggi veicolati possono essere positivi o negativi ma questo non influisce sul fatto che sempre di letteratura si parli. Sonata a Kreutzer di Tolstoj ha un messaggio negativo, inutile negarlo, ma nessuno si sognerebbe mai di dire che non e8 letteratura.Libri come la biografia di costantino (il tronista) quella non e8 letteratura, quello e8 un monnezzone.Anche sul fatto che la letteratura deve essere impegnativa mi sembra pif9 un discorso di chi odia leggere ma e8 obbiligato a farlo e per evitare di ammettere di essere lui a non amare la letteratura preferisce scaricare la responsabilite0 su altro.Come dice Licia io mi sono divertito a leggere I libri della Austen, di Hugo, di Zola, ecc. La letteratura spesso e8 pesante ed impegnativa per come viene trattata a scuola, faccio l’esempio di Shakespeare, a scuola come venne trattato dalla mia professoressa sembrava pesante e noioso. Se mi avessero detto che alcuni anni dopo avrei letto tutte le opere probabilmente sarei morto dalle risate.Caso volle che solo un anno dopo la fine delle superiori le lessi tutte. Shakespeare sa emozionare, sa far piangere ma sa far ridere anche con battute un po’ ose8 (mi viene in Romeo e Giulietta atto 2 scena 1 il discorso tra Benvolio e Mercuzio). Ora non direi che Shakespeare e8 impegnativo nel senso indicato da Cortellessa, cosa facciamo degradiamo pure lui?Il fantasy e8 diseducativo.Frasi del genere possono essere dette solo da chi il fantasy non lo conosce nemmeno per sentito dire. Senza addentrarsi troppo di messaggi educativi nei fantasy se ne trovano moltissimi, ad esempio il valore dell’amicizia, ecc.Ripeto ci sono grandi autori che nei loro libri inseriscono messaggi che non e8 possibile definire educativi (non dobbiamo certo ripetere ad esempio quanto detto su Tolstoj dopo la sua conversione e sui messaggi che traspaiono dai suoi libri successivi)forse mi sono perso un pezzo ma quando la letteratura e8 diventata morale?Diseducativi perche9 abituano il lettore a leggere libri che appassionano, o che divertono al posto della vera letteratura pesante?Gradirei spiegazioni in merito perche9 da quello che ho letto si tratta solo di semplici affermazioni senza una spiegazione chiara ed io per abitudine ignoro quelle persone che criticano senza motivare in maniera logica.Infine permettetemi una provocazione, parlando di grandi classici L’odissea non vi troviamo forse mostri, creature mitologiche, maghe mi ricorda qualcosa un attimo ma non sono forse elementi del fantasy?E se qualcuno prendesse l’odissea cambiasse i nomi e lo ambientasse in un periodo un po’ medievaleggiante qualcuno potrebbe dire che non e8 fantasy?Allora anche questo degradato a monnezzone?

  4. Forse e8 una mia deformazione psonesriofale, occupandomi di pubblicite0 e comunicazione, ho ben presente il concetto di target ovvero di pubblico di riferimento.Quindi se scrivi un saggio, [...] chi lo leggere0? Il pubblico a cui e8 destinato. Non puf2 essere diversamente.Per seguire la tua domanda, se io scrivo un romanzo (fantasy o no) che oltre al racconto parla del razzismo, dovrf2 sicuramente semplificare molti concetti, rischiando di stravolgerli.Ogni tipo di comunicazione ha un suo proprio target , un pubblico a cui e8 rivolta principalmente. Quando viene pubblicato un romanzo, un film, una canzone ecc.. ci si preoccupa che incontri il proprio target di riferimento. Se poi viene fruita anche da altri tipi di pubblico, meglio, ma non necessariamente il pubblico ampio sare0 in grado di capire al 100% cif2 che sto comunicando. Ma non posso puntare a TUTTO il pubblico, perche8 e8 una cosa impossibile.Esempio inventato: se io devo parlare di meccaica quantistica mi rivolgo al target dei fisici, uno che non abbia una preparazione adatta capire0 male il testo. Poi posso scrivere la meccanica quantistica per tutti ma dovrf2 necessariamente fare delle semplificazioni e magari alcuni temi devo saltarli a pie8 pari.Per i romanzi e8 la stessa cosa: ci sono lettori che amano leggere tra le righe in cerca di chisse0 quali messaggi e significati nascosti nei romanzi (e rappresentano un certo target);ci sono lettori, come me, che cercano soprattutto un bel racconto, che appassioni e che permetta di immedesimarsi almeno un pf2 coi personaggi.A questo tipo di lettori i messaggi filosofici (perdonatemi la semplificazione) non interessano, anzi spesso rendono faticosa la lettura. I lettori come me se vogliono informarsi sulla societe0 leggono saggi (anche qui, sto semplificando pesantemente) o altri tipi di testi.Generalizzare e8 riduttivo, in tutti i sensi: poi si finisce anche per la letteratura con equazioni tipo quella che ha portato lo scempio dell’animazione in occidente e specie in italia:cartoni animati roba per bambini Io non vorrei arrivare a:fantasy racconti con pippe mentali pseudofilosoficheMa nemmeno a:fantasy racconti senza ne8 capo ne codaCon questo ragionamento non sto dicendo che i romanzi siano di serie B e il resto di serie A, ma semplicemente faccio notare che non a tutti i lettori interessa l’approfondimento e la riflessione filosofica in una cosa che e8 prima di tutto un passatempo.E che cercare l’approfondimeto filosofico in ogni romanzo e8 forse puntare troppo alto . L’approfondimento non rende migliore un brutto racconto. Puf2 migliorarne uno bello perf2 (vedi i Promessi Sposi o i due che citavo prima).Proprio per questo e8 sacrosanto dare ai lettori dei consigli e ovviamente la possiblite0 di scegliere che tipo di romanzi leggere.Ma stiamo andando fuori argomento. Ho gie0 scritto in un altro commento che non esiste letteratura di serie A e letteratura di serie B e lo ribadisco ^^Ribadisco anche l’ovviete0 che se devo scrivere una critica a un romanzo/film/ecc dovrei almeno avere il buon gusto di leggerlo o guardarlo e non basarmi sul risvolto di copertina (come ho l’impressione facciano molti critici con la puzza sotto il naso).

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